"Se pensi di essere troppo piccolo per fare la differenza, prova a dormire con una zanzara" (Dalai Lama)
sabato 8 dicembre 2012
Richiesta di tutta la documentazione sul Gassificatore dei fanghi conciari previsto ad Arzignano
Nel mese di luglio del 2002, tutti i comuni aderenti al Progetto GIADA si impegnarono a non realizzare sul loro territorio impianti di incenerimento a combustione diretta che comportassero nuove
Report dell'Assemblea nazionale del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua Roma, 24-25 Novembre 2012
Care/i,
--
Paolo Carsetti
Segreteria Operativa Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
Tel. 06 6832638 ; Fax.06 68136225 Lun.-Ven. 10:00-19:00; Cell. 333 6876990
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.org - www.obbedienzacivile.it
segnaliamo che al seguente link sono stati pubblicati i diversi
report dei gruppi di lavoro dell'Assemblea nazionale del Forum
Italiano dei Movimenti per l'Acqua (Roma, 24-25 novembre 2012)
che sono stati inviati in lista in questi giorni.
Sulla base dei report dei gruppi di lavoro e della discussione nella plenaria conclusiva abbiamo predisposto il report generale dell'Assemblea nazionale. Pensiamo possa essere uno strumento utile per diffondere i risultati della discussione avvenuta.
Un saluto.
Paolo
---------------------------------
Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ha realizzato la propria assemblea nazionale a distanza di un anno e mezzo dalla straordinaria vittoria referendaria.
La discussione è partita dall'analisi di quest'anno che è stato intenso, segnato dai ripetuti attacchi a tutti i livelli all’esito del voto referendario ed alla volontà popolare espressa da 26 milioni di persone.
Si è convenuto sul fatto che sia stato un anno di forte resistenza da parte del movimento per l’acqua, che ha promosso, a livello territoriale e nazionale, iniziative per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato, la campagna di obbedienza civile, mobilitazioni per il contrasto ai processi di fusione delle grandi multi utilities. Un anno che ha dimostrato le persistenza del radicamento territoriale e della soggettività politica del movimento per l’acqua e la persistenza delle ragioni profonde alla base della vittoria referendaria.
Questa assemblea, partecipata da oltre 150 persone, da decine di comitati territoriali del movimento per l'acqua (provenienti dalle seguenti regioni: Abruzzo, Lazio, Toscana, Sicilia, Calabria, Basilicata, Piemonte, Veneto, Campania, Marche, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Sardegna, Puglia, Molise, Trentino), associazioni nazionali, organizzazioni sindacali e diverse realtà in difesa dei beni comuni ha prodotto un'importante confronto a partire dai gruppi di lavoro che ci consente oggi il rilancio a tutto campo della nostra iniziativa, a partire dall’obiettivo prioritario e irrinunciabile che ha sempre guidato la nostra azione collettiva: l’acqua è un bene comune e un diritto umano universale, il servizio idrico integrato dev’essere pienamente ripubblicizzato e gestito in forma partecipativa dalle comunità locali.
E' stato condiviso che il raggiungimento di questo obiettivo attraverserà tutte le iniziative e campagne emerse da questa assemblea, che da oggi, a maggior ragione, vengono rilanciate, estese e diffuse su tutto il territorio nazionale: dalle delibere d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico alla campagna di obbedienza civile, al contrasto dei progetti di grandi multiutilities.
Questa assemblea e la ricchezza della discussione hanno consentito al movimento per l’acqua un ulteriore salto di qualità dell’analisi e della proposta:
a) con l'approfondirsi della crisi globale e la messa in campo delle politiche liberiste dettate dalle grandi banche e dai capitali finanziari, la ripubblicizzazione comporta anche una forte iniziativa contro la finanziarizzazione dell’acqua e dei beni comuni e in direzione della riappropriazione sociale delle risorse per una nuova finanza pubblica;
b) riconoscimento dell'assoluta rilevanza della riappropriazione della democrazia e dei luoghi di decisionalità collettiva a tutti i livelli;
c) la necessità di una proiezione dell’iniziativa del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua nella dimensione europea e internazionale, essendo la dimensione continentale la scala dentro la quale si gioca in questi anni la partita più drammatica.
Sono state assunte tutte le proposte in merito a queste tre grandi questioni emerse dai report dei gruppi di lavoro. La ricca discussione emersa in queste due giornate è un punto di partenza per far avanzare processi di connessione vera fra il movimento per l’acqua e tutte gli altri movimenti ed esperienze in lotta per i beni comuni e per un altro modello sociale: l’assunzione dell’ambiente e del territorio come dimensione dell’azione collettiva e la costruzione di nuove pratiche fra comitati, movimenti e mondo dei lavoratori dei servizi pubblici sono i terreni che richiederanno un’intensificazione dell’iniziativa e delle pratiche da mettere in campo.
In particolare l'assemblea plenaria di domenica ha assunto come prioritari i seguenti punti e appuntamenti:
Sulla base dei report dei gruppi di lavoro e della discussione nella plenaria conclusiva abbiamo predisposto il report generale dell'Assemblea nazionale. Pensiamo possa essere uno strumento utile per diffondere i risultati della discussione avvenuta.
Un saluto.
Paolo
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Report
dell'Assemblea nazionale
del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Roma, 24-25 Novembre 2012
Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ha realizzato la propria assemblea nazionale a distanza di un anno e mezzo dalla straordinaria vittoria referendaria.
La discussione è partita dall'analisi di quest'anno che è stato intenso, segnato dai ripetuti attacchi a tutti i livelli all’esito del voto referendario ed alla volontà popolare espressa da 26 milioni di persone.
Si è convenuto sul fatto che sia stato un anno di forte resistenza da parte del movimento per l’acqua, che ha promosso, a livello territoriale e nazionale, iniziative per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato, la campagna di obbedienza civile, mobilitazioni per il contrasto ai processi di fusione delle grandi multi utilities. Un anno che ha dimostrato le persistenza del radicamento territoriale e della soggettività politica del movimento per l’acqua e la persistenza delle ragioni profonde alla base della vittoria referendaria.
Questa assemblea, partecipata da oltre 150 persone, da decine di comitati territoriali del movimento per l'acqua (provenienti dalle seguenti regioni: Abruzzo, Lazio, Toscana, Sicilia, Calabria, Basilicata, Piemonte, Veneto, Campania, Marche, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Sardegna, Puglia, Molise, Trentino), associazioni nazionali, organizzazioni sindacali e diverse realtà in difesa dei beni comuni ha prodotto un'importante confronto a partire dai gruppi di lavoro che ci consente oggi il rilancio a tutto campo della nostra iniziativa, a partire dall’obiettivo prioritario e irrinunciabile che ha sempre guidato la nostra azione collettiva: l’acqua è un bene comune e un diritto umano universale, il servizio idrico integrato dev’essere pienamente ripubblicizzato e gestito in forma partecipativa dalle comunità locali.
E' stato condiviso che il raggiungimento di questo obiettivo attraverserà tutte le iniziative e campagne emerse da questa assemblea, che da oggi, a maggior ragione, vengono rilanciate, estese e diffuse su tutto il territorio nazionale: dalle delibere d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico alla campagna di obbedienza civile, al contrasto dei progetti di grandi multiutilities.
Questa assemblea e la ricchezza della discussione hanno consentito al movimento per l’acqua un ulteriore salto di qualità dell’analisi e della proposta:
a) con l'approfondirsi della crisi globale e la messa in campo delle politiche liberiste dettate dalle grandi banche e dai capitali finanziari, la ripubblicizzazione comporta anche una forte iniziativa contro la finanziarizzazione dell’acqua e dei beni comuni e in direzione della riappropriazione sociale delle risorse per una nuova finanza pubblica;
b) riconoscimento dell'assoluta rilevanza della riappropriazione della democrazia e dei luoghi di decisionalità collettiva a tutti i livelli;
c) la necessità di una proiezione dell’iniziativa del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua nella dimensione europea e internazionale, essendo la dimensione continentale la scala dentro la quale si gioca in questi anni la partita più drammatica.
Sono state assunte tutte le proposte in merito a queste tre grandi questioni emerse dai report dei gruppi di lavoro. La ricca discussione emersa in queste due giornate è un punto di partenza per far avanzare processi di connessione vera fra il movimento per l’acqua e tutte gli altri movimenti ed esperienze in lotta per i beni comuni e per un altro modello sociale: l’assunzione dell’ambiente e del territorio come dimensione dell’azione collettiva e la costruzione di nuove pratiche fra comitati, movimenti e mondo dei lavoratori dei servizi pubblici sono i terreni che richiederanno un’intensificazione dell’iniziativa e delle pratiche da mettere in campo.
In particolare l'assemblea plenaria di domenica ha assunto come prioritari i seguenti punti e appuntamenti:
- Manifestazione nazionale a Reggio Emilia, sabato 15 Dicembre;
- 23-27 gennaio giornate europee di mobilitazione contro la finanziarizzazione dei beni comuni e della vita;
- Aggiornamento e rilancio della legge d'iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell'acqua;
- Rilancio della Campagna di Obbedienza Civile;
- Rafforzamento della campagna di raccolta firme per l'ICE
“L'acqua è un diritto umano”.
Forum Italiano
dei Movimenti per l’Acqua
--
Paolo Carsetti
Segreteria Operativa Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
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mercoledì 5 dicembre 2012
APPELLO PER LA COSTRUZIONE DI UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER LA GESTIONE PUBBLICA E PARTECIPATA DELL'ACQUA E DEI BENI COMUNI
APPELLO PER LA COSTRUZIONE DI UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE
PER LA GESTIONE PUBBLICA E PARTECIPATA DELL'ACQUA E DEI BENI COMUNI
PER LA GESTIONE PUBBLICA E PARTECIPATA DELL'ACQUA E DEI BENI COMUNI
15 DICEMBRE - REGGIO EMILIA
Un anno e mezzo fa i referendum del 12 e 13 Giugno sancivano che la grande maggioranza delle cittadine e dei cittadini vogliono l'acqua e i servizi pubblici locali fuori dal mercato.
Nonostante ciò, continua il tentativo dei governi, nel quadro delle politiche liberiste Europee, di ristabilire ed estendere il potere dei mercati e della finanza in ogni settore della società, attaccando l'esito referendario.
La crisi economica, sociale e ambientale, è diventata quindi anche crisi della democrazia.
A Reggio Emilia e a Piacenza sono scaduti gli affidamenti del servizio idrico ad IREN e si è aperta la possibilità di attuare concretamente la ripubblicizzazione dell'acqua con aziende di diritto pubblico; per questo abbiamo scelto di convocare a Reggio Emilia la Manifestazione.
Per tutelare l'Acqua e tutti i Beni Comuni, è necessario difendere il territorio dalla cementificazione e da grandi opere non necessarie, adottare politiche incentrate su riduzione dei rifiuti e recupero della materia, sulla chiusura progressiva degli inceneritori, dare vita a piani energetici sostenibili opposti all’attuale Strategia Energetica Nazionale (SEN).
E’ necessario rinaturalizzare i corsi d'acqua e sviluppare piani di manutenzione idrogeologica del territorio, valorizzandone la conoscenza e le potenzialità del lavoro. L'acqua come paradigma della lotta per la riappropriazione sociale e democratica dei Beni Comuni.
Per farlo è indispensabile contrastare i processi di privatizzazione e finanziarizzazione, a partire dal rifiuto della nascita di una Grande Multiutility del Nord, di cui IREN, A2A e la fusione Hera/Acegas sono tasselli.
Chiediamo che le amministrazioni locali decidano di riprendersi la propria autonomia esprimendo concretamente la volontà politica di rispettare la volontà espressa dai loro cittadini, per una gestione pubblica e partecipata dei Beni Comuni. Perchè senza partecipazione e riappropriazione democratica non ci sono Beni Comuni. Facciamo come Napoli che ha ripubblicizzato il servizio idrico. Facciamo come Parigi e Berlino ...
Come Movimento per l'Acqua ci appelliamo ai cittadini, ai lavoratori, agli studenti, a tutte le associazioni, ai comitati, ai sindacati e partiti, a chi anima le vertenze territoriali a difesa del territorio, dell'ambiente e dei beni comuni per costruire assieme una grande e colorata manifestazione il 15 Dicembre.
Sarà una giornata per affrontare la crisi proponendo un nuovo modello di sviluppo e un rinnovato intreccio con tutti i movimenti in lotta per quei beni, servizi e risorse che non possono essere considerati come merce con cui farci pagare il debito e toglierci il futuro.
PER LA RIPUBBLICIZZAZIONE DEL SERVIZIO IDRICO E DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI
CONTRO LE PRIVATIZZAZIONI E IL PROGETTO DI MEGA MULTIUTILITY DEL NORD
CONTRO LE DEVASTAZIONI DEL TERRITORIO E I CONTENUTI DELLE STRATEGIE ENERGETICHE NAZIONALI
CONTRO LE GRANDI OPERE, INUTILI, COSTOSE E DANNOSE
PER PIANI DI INVESTIMENTO PER ACQUA E GESTIONE DEL TERRITORIO
PER LA DEMOCRAZIA DEI BENI COMUNI
MANIFESTAZIONE SABATO 15 DICEMBRE 2012 - Reggio Emilia
Mattino (10.30-13.30) - Convegno “La ripubblicizzazione del Servizio Idrico e dei Beni Comuni, in Italia e all’Estero”
Pomeriggio (14.30-17.00) - Manifestazione e corteo, conclusione in Piazza Martiri del 7 luglio
Assemblea Nazionale del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
1 File allegato| 37KB
lunedì 3 dicembre 2012
Attenzione importante! il referendum non viene rispettato
Attenzione importante! il referendum non viene rispettato
Care/i,
questa mattina si è svolto l'incontro a cui l'Autorità Energia
Elettrica ed il Gas ci aveva invitato insieme a diverse associazioni dei
consumatori.
Di seguito e in allegato il report dell'incontro.
Chiedo a Severo e Giuseppe, i quali erano presenti, eventualmente
d'integrarlo ulteriormente.
Ciò che mi preme sottolineare con questa mail è l'assoluta gravità della situazione.
L'Autorità ha comunicato l'intenzione di voler approvare il Metodo
Tariffario Transitorio entro il 31 dicembre 2012. Dunque, ciò sarebbe
possibile, già a partire dalla prossima riunione prevista per giovedì 6
dicembre.
La gravità dell'impianto definito dall'AEEG sta, in
primis, nel mancato recepimento dell'esito del 2° referendum così come
già abbiamo denunciato nelle nostre osservazioni inviate quest'estate.
Inoltre questo nuovo metodo si delinea di fatto come un arretramento e
un peggioramento dell'attuale quadro regolatorio in materia di tariffa,
tutto a favore dei gestori.
A mio avviso alla Conferenza in
programma a Milano per il 3 dicembre gli interventi che verranno fatti
dovranno essere di forte denuncia di questa impostazione.
Alla
luce dell'incontro odierno diviene, dunque, urgente condividere
iniziative e azioni da mettere in campo per contrastare questa
sostanziale truffa ai danni dei cittadini.
Per questo e a questo
scopo mi sento di proporre di valutare una riunione di Coordinamento
nazionale straordinario. Una prima data utile potrebbe essere sabato 22
dicembre.
Valutiamo insieme, consapevoli della gravità e dell'urgenza.
Un saluto.
Paolo
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Report incontro Authorità per l'Energia Elettrica e il Gas
Roma, 30 Novembre 2012
La mattina del 30 novembre si è svolto l'incontro a cui l'Autorità
Energia Elettrica ed il Gas ha invitato a partecipare il Forum dei
Movimenti per l'Acqua insieme a diverse associazione dei consumatori.
Per il Forum erano presenti Severo Lutrario, Giuseppe Grauso e Paolo Carsetti.
Obiettivo dell'incontro era quello d'illustrare le scelte che
l'Autorità si appresta a compiere in merito al Metodo Tariffario
Transitorio. Sostanzialmente l'Ing. Dell'Oste, Responsabile dell'Ufficio
Speciale Tariffe e Qualità dei Servizi Idrici, ha presentato il
documento che era stato inviato via fax (oggi pubblicato al seguente
link) nel quale vengono elencate le modifiche che l'Autorità intende
apportare al Metodo Tariffario Transitorio definito nell'ultimo
documento di consultazione (290/2012). Tale metodo sarà applicato ai
servizi idrici per gli anni 2012 e 2013, ma solo alle gestioni che ad
oggi applicano il Metodo Normalizzato e non a quelle CIPE. Per il 2014,
poi, s'intende giungere alla tariffa definitiva. L'Autorità ha
comunicato l'intenzione di voler approvare il nuovo metodo entro il 31
dicembre 2012.
Da parte nostra abbiamo contestato in particolar
modo i punti critici che Giuseppe Grauso aveva identificato nella sua
mail di ieri sera, a partire dal riportare la nostra netta contrarietà
rispetto al riconoscimento dei costi sostenuti dai gestori così come
iscritti nel bilancio delle società anche se più alti dei costi
programmati inseriti nei piani d'ambito. Ossia, secondo l'Autorità tali
costi dovranno, comunque, essere coperti dalla tariffa.
Inoltre
abbiamo fatto notare l'illegittimità del fatto che saranno coperti
dalla tariffa anche gli oneri finanziari relativi a debiti contratti
prima del 2013 indipendentemente dal loro tasso di interesse.
Su tali punti la risposta è stata alquanto evasiva.
Inoltre, soprattutto alla luce delle modifiche descritte, abbiamo
richiesto se fosse stata fatta una simulazione sull'eventuale aumento
delle tariffe rispetto al Metodo Normalizzato e al Metodo Tariffario
Transitorio precedentemente delineato.
Sostanzialmente, con un giro
di parole, si è elusa la domanda. E' stato solo riferito che il metodo
tariffario base (ossia quello precedente alle modifiche) avrebbe portato
ad un aumento stimato in circa lo 0,5%.
Abbiamo chiesto più
volte che ci venissero illustrati nel dettaglio i valori posti alla base
della determinazione degli oneri finanziari e conseguentemente a quanto
sarebbe ammontata la percentuale finale.
Elusa più volte anche questa domanda.
A seguito di una nostra richiesta, è stato confermato che verranno
caricati sulla tariffa solo gli investimenti realmente effettuati e non
quelli previsti, sebbene è stato riportato che ci potranno essere alcune
eccezioni dovute a situazioni particolari.
Abbiamo contestato
con forza che, così come delineato, il nuovo metodo tariffario, anche
alla luce delle modifiche introdotte, è in assoluta contraddizione con
l'esito referendario poiché sostanzialmente reintroduce, sotto le
mentite spoglie degli oneri finanziari, la remunerazione del capitale
investito.
Da parte nostra è stato condiviso un giudizio
assolutamente negativo di quanto finora prodotto dall'AEEG. Giudizio che
si basa sui seguenti principi:
mancato rispetto dell'esito
del II° referendum e dunque mancata eliminazione dalla tariffa di
qualsiasi voce riconducibile alla remunerazione del capitale investito;
arretramento su posizioni più favorevoli ai gestori e conseguente
peggioramento del quadro regolatorio in materia di tariffa idrica sia
rispetto all'attuale Metodo Normalizzato (con tutti i suoi limiti), sia
rispetto alla proposta di Metodo Tariffario Transitorio presente nel
documento di consultazione (290/2012);
il Metodo Tariffario
Transitorio così come definito dall'AEGG condurrà ad una sostanziale
sanatoria di tutte le illegittimità, inadempienze e irregolarità
attualmente registrate in diverse gestioni.
A partire da queste
considerazioni abbiamo fatto presente che, se tale impianto verrà
confermato con una delibera dell'AEEG, come Forum dei Movimenti per
l'Acqua ci riserviamo di valutare eventuali azioni legali.
A
margine dell'incontro, con Giuseppe e Severo, abbiamo condiviso la
necessità e l'urgenza di proporre a tutto il movimento per l'acqua di
avviare un ragionamento su quale iniziative e azioni mettere in campo
per contrastare quella che è, con tutta evidenza, una vera e propria
truffa ai danni dei cittadini, a partire dal mancato rispetto dell'esito
referendario.
Segreteria Operativa Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
--
Paolo Carsetti
Segreteria Operativa Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
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due articoli apparsi sul Giornale di Vicenza il 29 e il 30 novembre scorso sul gassificatore di Arzignano e sui nostri gestori dell'acqua
Pubblico
due articoli apparsi sul Giornale di Vicenza il 29 e il 30 novembre
scorso sul gassificatore di arzignano e sui nostri gestori dell'acqua
MONTECCHIO/1
Il Consiglio
vuol dire la sua sul gassificatore
sui quotidiani
Dal GdiVi di venerdì 30 novembre 2012 PROVINCIA, pagina 42
Se Ato acquista un pagina sulla rivista del comune di Arzignano per
parlare del gassificatore e del «percorso intrapreso trasparente e
professionale per il recupero energetico dei fanghi», allora anche
Montecchio vuole dire la sua sui quotidiani locali. Non è and
ata
giù al Consiglio comunale castellano la decisione della dirigenza
dell´ente d´ambito territoriale, che si occupa del controllo del
servizio idrico, di pagare uno spazio su “In Arzignano" per reclamizzare
che la tecnologia di smaltimento fanghi individuata è la preferibile.
Tutti i consiglieri hanno votato compatti la mozione bipartisan,
invitando l´Amministrazione a chiedere ad Ato un finanziamento per
inserire in un organo di stampa di grande diffusione in provincia la
netta presa di posizione della città contro il gassificatore e di
organizzare incontri pubblici sul territorio.
«La scelta di
acquistare una pagina - ha detto il neo consigliere di “Essere
Montecchio" Andrea Borinato - è stata presa da Ato senza consultare o
informare gli altri Comuni, La “trasparenza” sulla tecnologia decisa ci
sarà solo quando verranno messi a disposizione i risultati delle
sperimentazioni». Ancora più dura la posizione di Mario Guggino del Pdl:
«La decisione è stata scorretta e tendenziosa. Non si può continuamente
forzare la mano con elementari furbate, infischiandosene delle esigenze
altrui e delle nostre precise richieste, mai chiarite, di ordine
scientifico, tecnico, finanziario e di salute». Il vicesindaco Gianluca
Peripoli ha ricordato: «Ato non è solo il settore conciario. È
principalmente gestione dell´acqua». A.F.
I sindaci litigano. E così Arzignano chiude sull'ex Ato
MONTECCHIO. Discussione sulle nomine del nuovo Consiglio di bacino. Il
Comune castellano ipotizza di lasciare l'ente se non sarà coinvolto
Gentilin: «In passato ci sono stati contrasti. Ci vuole un team unito»
29/11/2012
Zoom Foto
Fanghi delle concerie al depuratore di Montebello nel 2010. ARCHIVIO
Arzignano blocca la porta dell'Ato Valchiampo al sindaco castellano
Milena Cecchetto. Il presidente uscente Giorgio Gentilin (Pdl), nonché
sindaco della città del Grifo, ha riserve nei confronti della
candidatura di Montecchio e del suo sindaco leghista a entrare a far
parte del comitato istituzionale del nuovo Consiglio di bacino. Da
gennaio 2013 andrà a sostituire l'ente “Ambito territoriale ottimale”
(Ato) che si occupa dell'organizzazione e controllo del servizio idrico
integrato sul territorio. E che sta portando avanti l'accordo di
programma sul gassificatore dei fanghi della concia. Se per la
presidenza si va verso una riconferma, come emerso dall'incontro dei 13
comuni dell'Ato nei giorni scorsi, restano da definire i due
rappresentanti del comitato istituzionale. Secondo i criteri stabiliti
qualche giorno fa, con Gentilin a rappresentare la Valchiampo dovrebbe
esserci un sindaco dell'ente gestore Medio Chiampo - e sarà Montebello -
e un comune tra gli ex Mbs ovvero Brendola, Lonigo o Montecchio. La
proposta emersa è che sia Montecchio a far parte del comitato
istituzionale. Come confermato dai sindaci di Brendola Renato Ceron e di
Lonigo Giuseppe Boschetto. Ma far conciliare le diverse “anime”
dell'Ato non sarà così semplice. Giorgio Gentilin spiega: «Montecchio in
questi anni ha dimostrato di essere in contrasto con le linee operative
della maggioranza dell'Ato. Se ci sono i presupposti per lavorare con
un comitato istituzionale che ci consenta di raggiungere gli obiettivi
necessari al distretto della vallata, e di portare avanti l'accordo di
programma esistente, sono disponibile a mantenere l'incarico. Ma se non
si potrà raggiungere una serena operatività e avere un team unito non è
obbligatorio che io presenti la mia candidatura. Il mio impegno c'è per
risolvere insieme i problemi». Di più il primo cittadino di Arzignano
non dice.
Tutti i particolari nel Giornale in edicola
Luisa Nicoli
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