sabato 28 settembre 2013

18 -09-2013 Grazie ad Antonello Romanazzi che ha redatto il documento, il resoconto del primo incontro con amministratori di alcuni dei Comuni che hanno deciso di intraprendere il percorso di ripubblicizzazone del SII.
Per affrontare questo ed altri importanti argomenti ci sarà imminente una riunione di coordinamento provinciale. 
COORDINAMENTO ACQUA BENE COMUNE VICENZA
Oggetto: relazione dell’incontro del 9 settembre 2013 con i rappresentanti di amministrazioni comunali della provincia
Ordine del giorno:
1. delibere sulla questione “Acqua pubblica” emesse di recente da varie amministrazioni comunali;
2. campagna di ripubblicizzazione dei servizi idrici integrati proposta dal coordinamento provinciale;
3. azioni da intraprendere.
Vicenza, sede uffici comunali di P.zza Biade
All’incontro erano presenti Francesco Lovo, Maria Grazia Parolin, Filippo Canova, Marco Fascina e Antonello Romanazzi per il coordinamento provinciale, l’Assessore Antonio Dalla Pozza per il Comune di Vicenza, l’Assessore Michele Vencato per il Comune di Valdagno, Maria Paola Sbalchiero Consigliere Comunale delegata dal Comune di Marano Vicentino.
- Filippo Canova ha aperto la discussione elencando i vari comuni soci di Acque Vicentine S.p.A. o di Alto Vicentino Servizi S.p.A. che ad oggi hanno emesso delle delibere di indirizzo verso una gestione pubblica e senza scopo di lucro dei servizi idrici. Dopo questo importante passaggio formale, le amministrazioni dovrebbero impegnarsi a mettere in atto, all’interno delle società di gestione del servizio idrico integrato, gli indirizzi politici generali e le linee guida individuati dalle delibere di cui sopra. Ci si augura che nel muovere i primi importanti passi in direzione di una ripubblicizzazione del s.i.i. prevalga un’azione unanime dei soci, concertata con i vari portatori di interesse.
Canova ha poi richiesto ai rappresentanti istituzionali presenti di proporre alla discussione nuovamente i contenuti delle delibere emesse all’interno degli organi delle società di servizio e nelle riunioni A.T.O. e di interessare in merito tutti i soggetti politici competenti.
Il coordinamento provinciale propone pertanto di dare inizio, insieme alle amministrazioni coinvolte, a un lavoro di individuazione di un percorso e di un metodo operativo atti a
realizzare la vera trasformazione delle attuali S.p.A. in house in soggetti pubblici senza scopo di lucro aperte alla partecipazione dei cittadini e dei lavoratori.
- La parola è passata a Michele Vencato, il quale ha reso noto che a Valdagno la delibera sulla proprietà pubblica dell’acqua è stata approvata all’unanimità.
Il giudizio dell’amministrazione comunale di Valdagno sulla gestione di Alto Vicentino Servizi S.p.A. è positivo ma ciò non significa che non si può ancora migliorare. Al momento non risulta però pienamente definito l’utilizzo dell’acqua nelle sue varie concezioni. Per esempio sono in scadenza nel breve periodo alcune concessioni per la gestione delle centraline idroelettriche poste nel territorio di Valdagno alimentate con acqua di acquedotto. Sarebbe opportuno pertanto che vi fosse una coordinazione tra i soggetti interessati a vario titolo allo sfruttamento delle risorse idriche e, una volta portato a termine il percorso di trasformazione delle s.p.a., si avanzasse in sede regionale una richiesta di agevolazione per le società pubbliche nel rilascio delle future concessioni.
- Nel suo intervento, Antonio Dalla Pozza ha proposto che sia il coordinamento provinciale a proseguire sia nell’azione di pressione sui comuni e sui gestori del servizio idrico che nel lavoro di mediazione e coordinazione fra i diversi portatori di interesse.
Attualmente stanno terminando il proprio mandato molte delle amministrazioni comunali socie di Acque Vicentine S.p.A. che non hanno ancora seguito l’esempio di Vicenza nel deliberare in materia di acqua pubblica. Dalla Pozza ha espresso quindi dei dubbi sulle reali probabilità che questo quadro muti nei prossimi mesi dal momento che le giunte saranno impegnate nell’approvazione dei provvedimenti di massima urgenza.
Le modifiche statutarie e le delibere di indirizzo attuate dai comuni sono necessarie, ha fatto presente Dalla Pozza, per portare formalmente queste questioni in sede di riunioni e di assemblee dei soci indette dai gestori del servizio idrico. Pertanto la promozione di tali azioni amministrative deve continuare a essere il primo obiettivo da perseguire. Un secondo obiettivo che l’Assessore Dalla Pozza ha suggerito al coordinamento provinciale di adottare, è quello di coinvolgere anche gli utenti serviti dalle società che gestiscono il servizio idrico nel lavoro di pressione sui comuni per il perseguimento del primo obiettivo. Un terzo e ultimo obiettivo concerne l’informazione: è necessario capire, sulla base di esempi già realizzati su territori non troppo eterogenei rispetto a quello vicentino, qual è il percorso esatto per giungere a una ripubblicizzazione del servizio idrico.
- Maria Paola Sbalchiero ha espresso l’esigenza di aprire le società che gestiscono i servizi idrici alla sensibilità e alle istanze della cittadinanza, e ad accogliere nelle rispettive assemblee una loro rappresentanza.
Per i comuni soci di Alto Vicentino Servizi S.p.A. sarà molto importante la posizione che assumerà l’amministrazione di Schio. Se questa dovesse deliberare sulla scia di Marano Vicentino e Valdagno, molto probabilmente si giungerà ad esiti positivi anche in altri comuni.
- Secondo Maria Grazia Parolin, il processo di ripubblicizzazione di Etra, la società che gestisce il servizio idrico nel territorio bassanese, è nettamente più difficile essendo multiutility. Inoltre, se il comune di Bassano del Grappa non approva una delibera sulla proprietà pubblica dell’acqua, sarà estremamente difficile che lo facciano gli altri comuni soci di Etra, molti dei quali hanno una popolazione nettamente inferiore.
Il pragmatismo di Maria Grazia Parolin ha sollevato alcune domande concrete:
- I comuni che hanno già deliberato hanno avuto modo di farsi un’idea di cosa comporta un percorso di ripubblicizzazione?
- Sappiamo cosa significa un percorso di trasformazione dello statuto della società di gestione del servizio idrico?
- Cosa ne è del rapporto con i lavoratori dipendenti?
- Quando richiamiamo il principio di partecipazione dei cittadini, siamo consapevoli di cosa implica e delle possibili conseguenze?
- Se la richiesta di aprire i consigli di amministrazione a una rappresentanza di utenti, con semplici funzioni consultive e senza diritto di voto, fosse accettata e accordata, non correremmo il rischio di ritrovarci semplicemente con una s.p.a. che incorpora rappresentanti della cittadinanza incapaci di orientare l’indirizzo di chi gestisce le risorse idriche?
Da questi e da altri punti sollevati durante la discussione a più voci si è convenuto di lavorare, amministrazioni e comitati insieme, dandosi delle priorità:
1- Sensibilizzare all’iniziativa i comuni soci di Acque Vicentine S.p.a. e A.V.S. S.p.a.sia “dall’esterno” con un lavoro capillare dei comitati locali, che “dall’interno” con delle azioni da parte delle amministrazioni che mirino a promuovere il lavoro da loro fatto fin’ora e a proseguirlo. A tal proposito si è fissata la data di mercoledì 18 settembre il primo incontro in ambito A.V.S. presso il Comune di Marano Vicentino.
2- Iniziare a progettare una serie di incontri tecnici che mirino ad approfondire le tematiche legate al diritto societario, diritto pubblico e diritto del lavoro. L’attivo coinvolgimento delle società di servizio, del costituendo consiglio di bacino, dei sindacati e dei vari portatori di interesse è fondamentale. Il coordinamento
provinciale si è impegnato a trovare una serie di figure professionali che possano dare un contributo concreto e ad organizzare un primo incontro tecnico.
3- Pensare fin da subito a forme partecipative da poter proporre all’interno delle società di servizio. Tale passaggio si può ritenere realizzabile nel breve termine a prescindere dal più impegnativo percorso di trasformazione societaria.
Fine dei lavori.

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